Politica dell’equilibrio del Quattrocento in Italia
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Politica dell’equilibrio del Quattrocento in Italia

Il sistema delle alleanze tra gli Stati regionali italiani

Per politica dell’equilibrio del Quattrocento in Italia si intende la politica perseguita da alcuni Stati regionali per:

  • Impedire l’emergere di uno Stato regionale sull’altro
  • Escludere dalla penisola italiana le principali potenze straniere

 

Politica dell’equilibrio del Quattrocento in Italia

 

Cenni storici

A partire dal Trecento, le monarchie europee di Francia, Inghilterra, Portogallo e Spagna si rafforzano e tentano di espandere i propri territori.

Proprio per questo Francia e Inghilterra si affrontano in un durissimo conflitto che durò più di un secolo: la guerra dei cent’anni (1337 – 1453).

Anche in Italia tra il Trecento e il Quattrocento i Comuni più potenti si espandono ai danni dei Comuni più piccoli.

Con il tempo tali Comuni diventano Signorie poi Principati, ed infine Stati regionali.

A quel tempo gli stati più grandi e importanti erano:

  • Il Ducato di Savoia
  • Il Ducato di Milano
  • La Repubblica di Venezia
  • La Repubblica di Firenze
  • Il Regno di Napoli
  • Lo Stato della Chiesa, che non si limitava alle sole mura vaticane, come è oggi, ma governava su una vasta area che comprende il Lazio, le Marche, l’Umbria e parte dell’Emilia-Romagna.

Constatato però che:

  • Nessun Stato Regionale sarebbe stato in grado di assumere il controllo del Nord d’Italia e tantomeno dell’intera penisola.
  • Vi era inoltre l’esigenza di tener fuori dalla penisola italiana alcune principali potenze straniere, in particolare la Francia e la Spagna.
  • Era anche da tener presente il pericolo dell’impero ottomano che nel 1453 dopo aver conquistato la città di Costantinopoli avevano iniziato una politica di espansione verso Occidente e di conseguenza vi era il pericolo che potessero arrivare anche in Italia,

alcuni Stati italiani regionali danno inizio nel 1454 alla politica dell’equilibrio.

Si tratta di una serie di accordi che si proponevano di mantenere inalterata la situazione della penisola italiana attraverso la rinuncia a ogni espansione territoriale di uno Stato ai danni degli altri. Ciascuno Stato, infatti, si impegnava a rispettare i confini degli altri ed a prestare aiuto in caso di attacco ad uno degli stati membri.

Ogni eventuale contrasto sarebbe stato risolto con gli strumenti della diplomazia e non con le armi.

Molto importanti sono gli accordi:

  • della “pace di Lodi” che nel 09 aprile 1454 misero fine alle “Guerre di Lombardia” che duravano dagli inizi del Quattrocento tra Milano e Venezia.
  • della “Lega Italica” conclusa il 30 agosto 1454, in cui aderirono Repubblica di Venezia, Milano e Firenze. Proclamata poi solennemente il 2 marzo 1455 con l’adesione di papa Niccolò V (1447-1455), di Alfonso V d’Aragona e di sovrani di altri Stati minori, sancì il reciproco aiuto di attacco di uno degli stati membri.

La politica dell’equilibrio fu sostenuta principalmente da Cosimo de’ Medici (1389 – 1464) signore di Firenze dal 1434 al 1464 e da Francesco Sforza, duca di Milano dal 1450 al 1466.

Alla loro morte il compito di portarla avanti fu assunto dal nipote di Cosimo: Lorenzo de’ Medici (signore di Firenze dal 1469 al 1492, passato alla storia come Lorenzo il Magnifico).

Con grande abilità Lorenzo oltre a riuscire a consolidare il potere dei Medici in Toscana seppe anche mantenere in piedi il sistema di alleanze tra gli Stati regionali italiani, tanto da essere ricordato come l’ago della bilancia della politica dell’Italia dell’epoca.

Quel periodo di pace stabile sarà poi un ulteriore impulso all’emergere dell’Umanesimo e Rinascimento Italiano.

 

Tentativi di infrangere la politica degli equilibri

Fin dal momento in cui era giunto al potere nel 1469, all’età di vent’anni, Lorenzo dovette fronteggiare vari tentativi di infrangere quegli equilibri di pace che si erano creati fra i vari Stati regionali italiani dell’epoca, che come abbiamo già detto erano:

  • Il Ducato di Savoia
  • Il Ducato di Milano
  • La Repubblica di Venezia
  • La Repubblica di Firenze
  • Il Regno di Napoli
  • Lo Stato della Chiesa

che avevano permesso di tener fuori dalla penisola italiana le principali potenze straniere.

Il più importante tentativo di minare gli equilibri di pace fu sostenuto dal papa antimediceo Sisto IV, che giunse a promuovere la “Congiura dei Pazzi”, nome di una famiglia fiorentina ostile ai Medici e a tentare di uccidere il 26 aprile 1478 Lorenzo ed il fratello Giuliano De’ Medici.

Lorenzo a differenza di Giuliano riuscì a sfuggire all’attentato. La congiura fu repressa ed il fallimento della congiura provocò un ulteriore rafforzamento del suo potere.

 

Fine della politica degli equilibri

Purtroppo, la politica degli equilibri, tra gli Stati regionali italiani, che seppur precaria aveva comunque permesso di tener fuori dalla penisola italiana le principali potenze straniere, si rompe definitivamente dopo la morte di Lorenzo avvenuta nel 1492.

Il venir meno di una figura autorevole come era stata Lorenzo de’ Medici, che era riuscito a tenere, seppur con difficoltà, l’unità degli Stati italiani e le divisioni politiche italiane, riemerse dopo la sua morte, favoriranno le ambizioni di conquista delle grandi monarchie come la Francia e la Spagna, verso le ricche città italiane.

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