Umanesimo e Rinascimento
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Umanesimo e Rinascimento

L’inizio di una rivoluzione culturale dopo i secoli bui del medioevo

L’Umanesimo prima ed il Rinascimento dopo, si affermarono tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, dopo un periodo di grandi stravolgimenti storici.

Nel Trecento l’Europa era infatti stata attraversata una dura crisi, che colpì soprattutto i ceti più poveri:

  • La popolazione era diminuita a causa delle carestie e delle continue guerre.
  • Le campagne si erano spopolate ed anche le attività commerciali e artigianali delle città diminuirono.
  • Tra il 1348 ed il 1350 si diffuse poi in Europa una gravissima epidemia di peste nera.

Questa situazione scatenò una crisi sociale, economica e demografica, con diverse rivolte sia nelle campagne che nelle città. La situazione generale in quel periodo fu così drammatica che gli storici identificano tale periodo con la crisi del trecento.

Con l’inizio del 1400 due importanti novità ebbero un impatto positivo dal punto di vista sociale e politico, in particolare:

  • La formazione ed il consolidamento degli Stati nazionali in Europa e regionali in Italia che misero in crisi il sistema feudale e posero un limite ai tradizionali privilegi della nobiltà e al potere della Chiesa.
  • La nascita di una borghesia cittadina che si era arricchita e rafforzata grazie al lavoro ed alla creazione di nuove attività, che permisero la ripartenza dei commerci.

In questo nuovo scenario di maggior vitalità, di crescente ricchezza e di benessere, anche se limitato alle classi più facoltose, si diffuse una visione più ottimistica della vita e una maggiore fiducia nelle capacità dell’uomo.

 

Nascita di una nuova visione della vita

A partire dal 1400 molti studiosi iniziarono a rileggere con interesse le opere classiche degli antichi greci e romani: Socrate, Platone, Aristotele, Cicerone, Tacito e Seneca, ma anche Omero con l’Iliade e l’Odissea, nonché Virgilio con l’Eneide, secondo i quali l’uomo era libero di compiere le proprie scelte e quindi di essere il padrone della sua vita.

Si inizia a prendere coscienza che attraverso l’impegno, la sua intelligenza, la sua volontà e le sue capacità, l’uomo è in grado di costruire il proprio destino e raggiungere la felicità nel mondo terreno.

L’inizio del Quattrocento è un periodo in cui, mentre si rivaluta il lontano passato, si manifesta una negativa considerazione per il Medioevo, considerato come un’età di transizione, priva di un reale valore culturale.

Il periodo dell’antichità, che dopo il cristianesimo era stato accantonato, cessò di essere il passato e diventò un modello vivo e vicino a cui ispirarsi.

 

Con l’Umanesimo l’uomo viene messo al centro del mondo

Il movimento culturale che nacque dallo studio delle opere classiche greche e romane, prese il nome di umanesimo e gli uomini che ne facevano parte furono chiamati umanisti.

Al contrario di cosa avveniva nel medioevo, l’umanesimo pone al centro del mondo l’uomo e non più Dio.

L’uomo deve essere il padrone della propria vita e non deve essere più ancorato alla tutela ecclesiastica e religiosa.

Il movimento umanista è un movimento laico ma non ateo. Non si tratta di un movimento antireligioso che nega l’esistenza di Dio. La religione e Dio rimangono importanti ma non devono essere al centro dell’attenzione.

Questa nuova visione della vita sarà in completò contrasto con la mentalità tipica del medioevo, secondo la quale l’uomo per compiere le proprie scelte nel mondo, aveva bisogno di un’autorità superiore che lo guidasse, e questa autorità era rappresentata dalla chiesa cattolica.

La chiesa aveva sempre insegnato che il destino dell’uomo era solo nelle mani di Dio. Secondo il Cristianesimo, infatti, l’obiettivo dell’uomo non era quello di cercare la conoscenza e la felicità terrena, ma quello di guadagnarsi la salvezza nella vita eterna e cioè il paradiso dopo la morte.

Con l’umanesimo nasce anche il concetto di “età di mezzo” rappresentata dai secoli bui del medioevo. L’età di mezzo separa il periodo antico che arriva fino alla caduta dell’Impero Romano d’occidente da questa nuova età di rinascita (Umanesimo e Rinascimento).

 

Riscoperta degli autori classici greci e romani

In quel periodo di rinascita culturale anche la lingua greca diviene più facilmente accessibile a causa della caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi avvenuta nel 1453 d.C.

Numerosi studiosi bizantini, ancor prima della caduta della città, fuggono principalmente in Italia, portando con sé molti preziosi manoscritti greci e ne insegnano la lingua agli umanisti.

La conoscenza del greco permette di risalire direttamente alle fonti filosofiche dell’antichità.

Ciò consente quindi di conoscere meglio gli scritti degli antichi greci in particolare: Platone e di Aristotele, che letti, dopo circa mille anni di abbandono, nella loro versione originale e non più nelle traduzioni incerte derivanti dal greco all’arabo e dall’arabo al latino, esercitano una decisa influenza in tutto il periodo umanistico e rinascimentale.

 

Nascita del Rinascimento

Dall’umanesimo prende vita il Rinascimento. Si tratta di una rinascita artistica e culturale, appunto, dopo i secoli bui dell’epoca medievale.

Il Rinascimento comincia in Italia (Firenze in particolare), presso le ricche corti dei signori italiani e poi si diffonde in tutta Europa.

I ricchi signori italiani diventano dei mecenati che accoglievano intellettuali e artisti, offrendo loro sostegno economico e protezione.

I signori fanno a gara per accaparrarsi i migliori pittori e scultori di quel periodo per avere opere che celebrano la loro grandezza.

Le tre grazie nella primavera del Botticelli

Riscoperta delle arti

Durante il Rinascimento anche gli artisti avranno un interesse per il mondo classico non inferiore a quello dei letterati.

Di fatto viene superato il senso di inferiorità che nel Medioevo contrassegnava le attività artistiche coincidenti con le arti meccaniche (architettura, scultura e pittura).

Fino ad allora tali attività erano state considerate di livello inferiore a quelle intellettuali in quanto contraddistinte dal lavoro manuale e perciò equiparate a quelle artigianali.

In architettura, l’ispirazione ai modelli classici si traduce nella ricerca dell’equilibrio e dell’armonia delle forme, come testimoniano artisti quali ad esempio: Filippo Brunelleschi e Michelangelo Buonarroti.

Nella pittura, grazie a nuove scuole pittoriche e a numerosi pittori come Beato Angelico, Paolo Uccello, Masaccio, Mantegna, Raffaello, Leonardo da Vinci e tanti altri, viene introdotta la prospettiva e lo studio realistico del corpo umano, che tende a evidenziarne l’armonia e la perfezione.

Nella circolazione delle opere d’arte e nella loro tematica si osservano poi alcuni significativi mutamenti.

Sempre più frequentemente chi commissiona le opere sono privati. Gli artisti cominciano a dipendere sempre meno dalla richiesta di chiese e di conventi. Ne consegue che le loro opere tendono ad avere temi sempre più spesso profani, in quanto trattasi di opere destinate ad un uso privato.

Inoltre, queste considerazioni comporteranno poi alla rivendicazione del valore superiore della cultura dell’uomo saggio che studia e conosce la natura.

Il tema della natura, come mondo fisico, smetterà di essere visto solamente come espressione del demonio. Essa diverrà invece una realtà positiva da imitare, dove si cerca di conciliare il piacere che essa offre con i valori religiosi.

 

Si rinnova anche la scienza

La “rinascita” non riguardò solo la cultura e le arti, ma anche la scienza, ossia la conoscenza delle leggi che regolano la natura e l’universo.

Diversi studiosi cominciarono ad intuire che la terra non era il centro dell’universo, ma uno dei tanti pianeti che viaggiano in uno spazio i cui confini se fossero esistiti non avrebbero potuto che essere irraggiungibili.

Si cominciò a capire che le risposte a domande su come era fatto l’universo non potevano venire solo dalla Bibbia o dalla chiesa, come era accaduto nel medioevo, ma dovevano essere cercate dall’uomo attraverso lo spirito critico, cioè con la capacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.

Tra i maggiori rappresentanti di quel periodo si possono menzionare:

  • Niccolò Copernico (1473 – 1543)
  • Tycho Brahe (1546 – 1601)
  • Giovanni Keplero (1571 – 1630)
  • Giordano Bruno (1548 – 1600)
  • Galileo Galilei (1564 – 1642)

Sia chiaro che, in quel periodo, il solo fatto di dichiarare che era la terra a girare intorno al sole e non viceversa non era un’affermazione da farsi tranquillamente in pubblico.

Il potere della chiesa rimaneva ancora molto forte e il pericolo di essere denunciato alla santa inquisizione era dietro l’angolo e per i più svariati motivi.

All’epoca i tribunali ecclesiastici erano quanto di peggio si poteva immaginare, anche perché molti inquisitori svolgevano i loro interrogatori avvalendosi della tortura. Giordano Bruno, ad esempio, per le sue idee sull’astronomia con le quali affermava che la terra fosse un piccolo pianeta sperso nell’universo e che di pianeti ve ne fossero migliaia ebbe contro tutto il mondo ecclesiastico. Accusato di eresia, si fece nove mesi di processo a Venezia, sette anni di carcere a Roma e poi fu bruciato vivo, a Campo de’ Fiori a Roma il 17 febbraio del 1600.

Galileo Galilei per le stesse affermazioni venne nel 1615 processato e condannato al carcere a vita e solo grazie alle sue importanti amicizie riuscì a farsi commutare la pena negli arresti domiciliari a patto che non scrivesse più nulla sui movimenti terrestri.

 

Affermazione della politica come scienza

Come nelle arti e nelle scienze, anche in politica il principio fondamentale del Rinascimento consiste nel non farsi condizionare da regole prefissate, ma nell’analizzare la realtà e agire di conseguenza.

Iniziò in quel periodo ad affermarsi una disciplina nuova: la politica come scienza.

I massimi esponenti di questa nuova disciplina sono Nicolò Machiavelli (1469 – 1527) e Francesco Guicciardini (1483 – 1540)

La politica diventa una scienza e studia la storia per capire la politica.

Sia per Machiavelli che per Guicciardini studiando la storia si può individuare la politica più adatta per i problemi presenti.

Opera importantissima di quel periodo è il Principe di Niccolò Machiavelli con la quale si prefigge di dare consigli ad un capo di stato per mantenere e gestire il potere.

 

L’invenzione della stampa

La diffusione della cultura classica acquista un nuovo dinamismo anche grazie all’invenzione della stampa

Intorno al 1450 il tedesco Johann Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili.

Ora i libri non devono più essere copiati a mano dai monaci amanuensi presso i monasteri, ma possono essere stampati nelle tipografie in copia tutti uguali in grandi quantità e a un costo più basso.

La produzione di libri aumenta, e le idee possono circolare più rapidamente in Europa

 

Sovrapposizione tra Umanesimo e Rinascimento

La riscoperta del mondo classico costituisce quindi l’indispensabile premessa di una nuova cultura iniziata con l’Umanesimo prevalentemente in campo letterario e poi continuata con il Rinascimento, in particolare nell’ambito dell’architettura, della scultura e della pittura.

Tra il concetto di Umanesimo e di Rinascimento esiste quindi una stretta vicinanza e per molti versi una sovrapposizione.

 

Culmine e declino del Rinascimento italiano

In Italia il culmine del Rinascimento viene di solito chiamato “Rinascimento maturo” ed è definito nel periodo che va:

  • Dal 1492 a.C. – morte di Lorenzo de’ Medici detto “il Magnifico” e scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.
  • Al 1527 a.C. – “Sacco di Roma” da parte dei Lanzichenecchi di Carlo V d’Asburgo Imperatore del Sacro Romano Impero nonché Re di Spagna

La morte di Lorenzo de’ Medici aveva segnato la fine di Firenze come capitale culturale d’Italia.

Il primato culturale che, dopo Firenze, era passato gradualmente a Roma dove i Papi trasformarono la città nel principale centro rinascimentale d’Europa, si fermò dopo i drammatici fatti del Sacco di Roma avvenuti nel 1527 che determineranno purtroppo, almeno per l’Italia, l’inizio del declino del Rinascimento italiano.

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