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Afrodite – Venere: la Dea dell’Amore

La Dea dell’Amore e della bellezza nella mitologia greco-romana

Afrodite che assumerà il nome di Venere nella mitologia romana, è la Dea della bellezza.

L’etimologia del nome di Afrodite può assumere un significato molto più ampio rispetto all’associazione come dea dell’amore e del sesso. Questa divinità svolgeva anche un ruolo nelle situazioni politiche e socio-economiche nelle città stato dell’antica Grecia.

 

Nascita di Afrodite

La nascita di questa Dea è circondata da molte leggende.

Secondo il poeta greco Esiodo, Afrodite nacque dalla schiuma del mare da Urano, divinità primogenita nella mitologia greca.

Appena nacque nuoto fino all’isola di Citera, situata nel sud del Peloponneso e da lì a Cipro, dove fu accolta dalle Ore. Le Ore erano le servitrici della dea Era e avevano il compito di sorvegliare le porte della dimora di Zeus sull’Olimpo, aprendole e richiudendole.

Una volta che le Ore coprirono e incoronarono Afrodite entrò nella cerchia degli Dei.

La sua bellezza colpì la maggior parte del pantheon greco, tanto che non vi era nessuno che le non le avesse proposto il matrimonio.

Un’altra leggenda racconta di come fosse la figlia di Zeus; Afrodite ancora nelle acque del Mar Egeo incontrò Nerite, figlio di Nereo, divinità greca del mare tranquillo. Tra i due sbocciò un amore intenso che durò finche il padre degli Dei non la chiamo a sé nell’Olimpo. Afrodite chiese a Nerite di seguirla, ma egli rifiutò, scatenando così la furia di ella, che sfociò trasformandolo in una conchiglia.

 

Gli amori di Afrodite

Secondo il volere di Zeus, Afrodite fu costretta a sposare Efesto, Dio della fucina, ma ella lo tradì frequentemente con Ares, il Dio della guerra.

Nell’Odissea viene raccontato come Ares dichiarò il suo amore  ad Afrodite, approfittando dell’assenza di suo marito Efesto.

In realtà il dio delle fucine aveva finto la partenza per tendere una trappola ai due amanti, lanciando una rete di sua creazione immobilizzandoli.

Con la presenza di tutti gli dei di sesso maschile, colse l’occasione per inveire contro suo padre Zeus, maledicendolo per averlo generato con un aspetto deforme, al contrario di Ares, dotato di un fisico scolpito.

Vedendo i due Dei nella rete, gli olimpici si misero tutti a ridere, al contrario di Poseidone che chiese ad Efesto di sciogliere la rete, garantendo un risarcimento per il torto subito.

Sciolta la trappola Ares sparì in Tracia, mentre Afrodite scappò nell’isola di Cipro. In seguito, i due tornarono a frequentarsi.

Afrodite ebbe dei figli con Ares, è furono:

  • Fobo, “lo spavento”
  • Deimos, “la paura”
  • Eros, “la passione sessuale”
  • Anteros, “l’amore ricambiato”
  • Armonia

S’innamorò di  molti essere umani tra cui: Bute, Adone e Anchise, da cui generò Enea, protagonista del poema epico: L’Eneide.

 

Diffusione del culto di Afrodite

Afrodite è la Dea greca dell’amore, essa impersona l’attrazione delle singole parti dell’universo l’una verso l’altra, per creare e conservare.

Simboleggia la fertilità e l’istinto naturale di fecondazione e di procreare che è insito in ogni creatura, così del mondo animale come in quello vegetale.

Il più antico centro del culto di questa dea è l’isola di Cipro, più precisamente le due città di Amatunte e Pafo. Secondo i greci la Dea Afrodite era nata in quest’isola. Un’altra delle più antiche sedi del culto di Afrodite fu l’isola di Citera, a sud del Peloponneso: e, mentre da Cipro la religione della dea si diffuse sulle coste e nelle isole del Mare Egeo e del Mar Nero, e a Creta, a Delo, nell’Attica, in Beozia.

Un’altra collocazione dei suoi santuari più venerati fu a Corinto.

Il culto di Afrodite ebbe il suo maggiore centro in Sicilia, sulla cima del monte Erice, luogo cosmico in cui si riteneva che la Terra e il Cielo entrassero in contatto.

A Corinto come a Erice, i pellegrini e i fedeli erano accolti da sacerdotesse che praticavano la prostituzione sacra.

 

Caratteristiche di Afrodite – Venere

Afrodite viene rappresentata nel fiore della sua giovinezza, come una dea piena di vita e sorridente, tutta coperta di gioielli. La sua bellezza era ammirata da tutti gli Dei dell’Olimpo che costantemente le facevano la corte.

Il suo volto è ovale, delicato e gentile; i suoi occhi tremuli e grandi avevano uno sguardo che ispirava tanta dolcezza.

L’animale simbolo della dea è la colomba, mentre la rosa e il mirto sono le sue piante.

 


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